Contro i mostri lanciati da Vega
Prodi all'attacco
Prodi lancia un affondo sui conti pubblici: «Non possiamo permetterci di distribuire ricchezza se prima non la accumuliamo. La situazione è disastrosa, questo è un Paese che dobbiamo rifare dalle fondamenta», scandisce il Professore.
Nella foto: il castello di Bebbio (nell' Appennino Reggiano), proprieta' della famiglia Prodi * (che non ha ancora accumulato abbastanza ricchezze).
Il castello quattrocentesco di Bebbio è circondato da un giardino e cinto da mura merlate, da cui svettano tre torri cilindriche.
L'esistenza di una costruzione fortificata è certificata da una carta del 1115. Si succedono al dominio del castello prima i Bebbi e poi i Fogliani. Subentra loro, nel dominio del feudo, il marchese Marliani che, agli inizi del XV secolo, commissiona l'innalzamento di un nuovo complesso ad un livello inferiore rispetto all'antico. La nuova costruzione assume l'aspetto di residenza. Nel 1707 i Marchisio, nuovi proprietari, provvedono ad arricchire il portale con lo stemma di famiglia, ancora visibile.
L'ultima discendente della famiglia provvede al riassetto e all'abbellimento della costruzione, venduta nel 1954 al conte modenese Benedetto Pignatti Morano di Custoza e nel 1996 alla famiglia Prodi. L'attuale residenza, frutto di questa rielaborazione del castello, è adibita a dimora privata, pertanto è osservabile solo dall'esterno.
