Contro i mostri lanciati da Vega
Piu' Unione di cosi'...
Dopo la devastante débâcle referendaria in casa Unione si respira un'aria familiare. Gli scontri interni - aldila' di dichiarazioni di facciata - non accennano a placarsi, offrendo ai cittadini uno spettacolo decisamente spiacevole e scoraggiante, specie se messo a confronto con quello di pochissimo tempo fa, quando i trionfi elettorali del centrosinistra facevano presagire a tutti di esser finalmente giunti all’alba di un cambiamento radicale nella politica italiana.
Ma sorrisi e festeggiamenti sono durati ben poco, dando ragione a quanti sostenevano che il centrosinistra riusciva a mostrarsi unito solamente nella lotta contro Berlusconi e che meglio avrebbe fatto a ribattezzarsi "Il Puzzle". Vedendo quanto sta succedendo in questo momento, chi ha ancora il coraggio di sostenere il contrario?
Il tenero disegno di Prodi è ormai irrimediabilmente compromesso: niente lista unica dunque, la quale per gli alleati somiglierebbe un po’ troppo a un grande mostro inglobatore e fagocitatore di tutte le peculiarità e differenze, unico contenitore manovrato da un professore egemone e tiranno a cui tutti dovrebbero sottomettersi senza possibilità di obiezione. I maggiori avversari della “lista” sono gli esponenti “rutelliani” della Margherita, che in questi giorni si trovano a dover combattere con la minoranza “prodiana” del partito guidata da Parisi e Bordon i quali minacciano una scissione dal partito per affiancarsi al professore. Prodi - in preda alla disperazione piu' cupa - continua a lanciare appelli all’unità, prima con la lettera da Creta, e poi con la dichiarazione secondo la quale egli accetterebbe solo una leadership unitaria in quanto secondo lui non si può “regnare senza governare”. D’Alema lo difende e ricorda gli esiti dei sondaggi secondo i quali ciò che gli elettori chiedono maggiormente è l’unità, la quale potrebbe essere garantita solo dalla lista unitaria. Il rutelliano Paolo Gentiloni, invece, continua a lamentarsi: “Mi sembra che fino a questo momento non c'è stato alcun rispetto da parte loro verso le nostre decisioni dettate da scelte politiche precise”, mentre Rutelli conferma le decisioni prese in precedenza; intanto Bertinotti sostiene che ciò che succede nell’Ulivo non lo riguarda, e che non piangerebbe se l’Ulivo scomparisse e nascessero invece nuovi soggetti politici.
A criticare Prodi ci si mettono pure i gesuiti de La Civiltà Cattolica, i quali affermano che se Prodi andasse avanti nella sua idea di costituire un minipartito, ciò “sarebbe un suicidio per la coalizione e per tutti i discorsi unitari che sino ad oggi egli ha proclamato”. Ma dalle parti dell’Unione sembra che ognuno parli solo la propria lingua, nonostante i tentativi di mediazione da parte dei Ds. E cosa abbiano davvero intenzione di fare loro, i Ds, non è neanche questo così tanto chiaro, dato che persino Gavino Angius ha fortemente criticato i recenti interventi del professore.
Le ironie a proposito dell’Unione, che tutto sarebbe fuorché unita si sprecano; e a ragione.
Quest’incertezza generale, i sussurri a bassa voce, i veleni e le voci di corridoio contradditorie all’interno della coalizione del centrosinistra di certo aiuteranno l’elettore e la mano che traccerà la “X” nella scheda elettorale avrà un tratto meno indeciso ed esitante che mai :)